Progetti FAR

FAR 2017 E FAR 2019

I FAR sono progetti di ricerca finanziati con Fondi di Ateneo per la Ricerca.

Partecipano a questo tipo di progetti e beneficiano dei relativi finanziamenti i docenti di prima e seconda fascia, i ricercatori a tempo indeterminato e determinato afferenti al Dipartimento di Studi Umanistici UPO che collaborano tra loro, in gruppi di ricerca formati da un minimo di uno ad un massimo di quattro componenti, lavorando su macro aree tematiche di comune interesse, per la durata di 24 mesi. Sono attualmente in corso i progetti finanziati dai bandi FAR 2017 e 2019.

I progetti FAR in svolgimento si segnalano per la comune intenzione programmatica di legare la tradizione culturale umanistica e classica ai grandi temi del contemporaneo, nella prospettiva di un’ampia riflessione che valorizzi l’ininterrotta attualità del portato storico nel confronto con le nuove forme dei saperi.

I progetti prevedono la collaborazione tra studiosi, in una chiave interdisciplinare e pluridisciplinare che privilegia molteplicità e varietà, promuovendo, all’interno dei gruppi di ricerca e nei rapporti con tutti gli interlocutori, trasversalità e confronto tra diverse impostazioni metodologiche, pur nel rispetto delle specifiche competenze disciplinari di ogni studioso.

Progetti FAR 2017

Come si formano le credenze distorte e come vanno a sostenere le Fake News

Anna Elisabetta Galeotti (coordinatrice)  ‒ Luca Savarino ‒ Simona Forti ‒ Mario Ferrero; altri partecipanti: Enrico Biale (da marzo 2021).

Il progetto si focalizza sui meccanismi cognitivi e motivazionali che contribuiscono alla formazione di credenze errate, e analizza l’intersezione fra questi meccanismi e il funzionamento del social media che facilitano la diffusione di fake news.

ERC: SH2_1; SH5_10

Fake news; distorsioni cognitive; interferenza motivazionale; social media

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021)

Anna Elisabetta Galeotti: elisabetta.galeotti@uniupo.it

 

Confini, circolazione, identità ed ecumenismo tra mondo antico, medievale ed esperienze contemporanee: profili di comparazione storici, storico-giuridici, archeologici, geografici

Paolo Garbarino (coordinatore) ‒ Raffaella Afferni ‒ Eleonora Destefanis ‒ Gabriella Vanotti.

Il progetto si propone di approfondire il tema dell’identità etnica e dell’ecumenismo in relazione ai fenomeni circolatori e alla definizione dei confini tra l’età antica e la medievale, con profili di comparazione con le esperienze contemporanee. Particolare attenzione sarà dedicata alle dinamiche migratorie e di integrazione o di conflitto, e alle conseguenti ricadute di tipo sociale, culturale, giuridico, geografico e religioso nel mondo antico. Il progetto intende affrontare i temi proposti con un approccio interdisciplinare, che possa avvalersi delle rispettive competenze e di diverse impostazioni metodologiche. Il progetto intende anche evidenziare quei profili dell’esperienza antica e tardo-antica che siano utilmente comparabili con fenomeni e problemi di stretta attualità, individuandone radici teoriche ed archetipiche.

ERC: SH2_8; SH6_1; SH6_6; SH6_8; SH6_11; SH6_12; SH3_7; SH3_8; SH3_5

Confini; identità; ecumenismo; Antichità; Medioevo

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021) 

Paolo Garbarino: paolo.garbarino@uniupo.it

 

Ortografia e grammatica italiana in movimento. Storia di regole che cambiano

Ludovica Maconi (coordinatrice) ‒ Maria Napoli.

Obiettivo della ricerca è tracciare una “storia interna” delle Grammatiche italiane per individuare e descrivere le regole in movimento della nostra lingua, nel tentativo di spiegare quando e come si è arrivati alla formulazione finale comunemente prescritta dai grammatici, ma non per questo immutabile o inviolabile. Attraverso grammatiche e vocabolari antichi e moderni, ci si propone di studiare i cambiamenti delle regole ortografiche e grammaticali dell’italiano. In alcuni casi si osserverà che forme e costrutti un tempo stigmatizzati come errori sono oggi considerati normali, o comunque accettabili; viceversa, in altri casi, si osserverà che forme oggi respinte potevano essere del tutto corrette nei secoli passati. La ricerca mira inoltre a gettare nuova luce su come la storia delle regole interagisca con il mutamento linguistico.

ERC: SH4_10; SH5_8; SH6_13

Grammatica italiana; ortografia; storia della lingua italiana; storia del pensiero linguistico

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021) 

Ludovica Maconi: ludovica.maconi@uniupo.it

 

Metafisica e scienza della natura dalle origini all’epoca moderna

Maria Teresa Monti (coordinatrice dal 2020, prima Gianenrico Paganini) ‒ Silvia Fazzo ‒ Gianluca Mori.

Collaboratori non strutturati: Pier Davide Accendere – Jacopo Agnesina – Gregorio Baldin.

Nel pensiero occidentale la “metafisica” nasce come sapere al contempo assoluto (luogo della conoscenza dell’essere in quanto essere), ma anche connesso alla scienza della natura (in quanto sapere che va “oltre” la fisica e ne cerca il fondamento ultimo). Questa duplicità epistemologica e, di riflesso, la complessità del rapporto che ne deriva tra metafisica e scienza, attraversano l’intero arco della storia della filosofia, sino alle ultime manifestazioni di pensiero metafisico in epoca moderna e in attesa della critica kantiana che ne decreterà sostanzialmente la fine (almeno rispetto alle modalità in cui esso si era manifestato in precedenza). La ricerca si svilupperà su tre assi principali. Il primo guarda alle origini del pensiero metafisico occidentale nel suo testo fondatore (Aristotele, Metafisica). La seconda direzione di ricerca si lega alla rivoluzione del pensiero metafisico che caratterizza l’epoca moderna (come ampiamente dimostrato dal progetto hobbesiano di una “Filosofia prima”, fondamento di tutte le scienze) e, contemporaneamente, al sorgere di un pensiero anti-metafisico che attacca l’idea centrale su cui si era sviluppata la metafisica moderna, ovvero l’idea di Dio come “essere infinitamente perfetto”, con esiti che, per la prima volta dopo l’avvento del cristianesimo, portano al sorgere di un sistema di pensiero di tipo chiaramente ateo. Un terzo filone prende in considerazione il sorgere di una scienza della natura ormai indipendente da premesse metafisiche e fondata sull’indagine in campo, nel quadro di una epistemologia empiristica che segna la completa autonomizzazione del sapere scientifico rispetto ai grandi sistemi metafisici dominanti.

ERC: SH5_11; SH6_14

Metafisica; scienza; Dio; natura

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021) 

Maria Teresa Monti: mariateresa.monti@uniupo.it

 

Confini e sconfinamenti nelle pratiche culturali, linguistiche e letterarie dall’età romantica alla contemporaneità

Carla Pomarè (coordinatrice) – Elena Giovannini – Cristina Iuli – Elisabetta Lonati.

La ricerca muove dalle riflessioni sulla nozione di confine che negli ultimi decenni hanno interessato, anche in relazione alle dinamiche transnazionali indotte dalla globalizzazione, il campo antropologico, politico e storico e non da ultimo l’ambito culturale, diventando potente e ricorrente metafora nel discorso letterario. Con sempre maggiore frequenza l’attenzione si è spostata sulla natura permeabile dei confini e quindi sull’esperienza dello sconfinamento, inteso quale atto produttivo di nuove configurazioni identitarie, sociali, culturali. In questo contesto, la ricerca indaga la presenza di fenomeni legati alla negoziazione dei confini in una pluralità di accezioni, a partire da quella più immediatamente loco-geografica (gli attraversamenti di frontiere territoriali e culturali tipici di viaggi, migrazioni, diaspore, e le loro narrazioni), fino a includere esperienze di acculturazione basate sull’attraversamento di linee di demarcazione immateriali, quali il plurilinguismo e le pratiche traduttive, ma anche gli sconfinamenti fra le arti (letteratura/musica, letteratura/arti visive) e fra le discipline (arte/scienza, letteratura/filosofia). La riflessione su momenti e forme significative dello sconfinamento, in senso proprio e figurale, investe aree legate alla cultura americana, inglese e tedesca, in una prospettiva transnazionale e in un arco temporale che va dalla prima età romantica, considerata momento fondativo nell’esperienza europea dei confini nazionali, fino alla contemporaneità.

ERC: SH4_10; SH4_11; SH5_2; SH5_8

Confini; sconfinamenti; plurilinguismo; letteratura di viaggio; traduzioni

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021) 

Carla Pomarè: carla.pomare@uniupo.it

 

La lingua parlata tra pragmatica e morfologia: riflessioni contrastive, interlinguistiche, cross-culturali, acquisizionali e didattiche

Miriam Ravetto (coordinatrice) – Marina Castagneto – Stefania Ferrari – Laura Tommaso.

Sfruttando le sinergie tra gli interessi scientifici dei singoli proponenti, il progetto di ricerca si incentra sull’analisi pragmatica di dati autentici di parlato, privilegiando (i) la visione contrastiva, in modo da mettere a confronto diverse lingue e culture, tra le quali l’italiano, il tedesco e l’inglese, (ii) la prospettiva acquisizionale, così da rilevare le principali tappe di sviluppo delle competenze pragmatiche e (iii) l’approccio didattico, con il duplice intento di verificare l’insegnabilità della pragmatica e sviluppare di conseguenza strategie e materiali didattici innovativi ed efficaci.

I principali filoni di ricerca nei quali si articola il progetto sono:

- analisi di alcuni atti linguistici legati alla gestione della rete di rapporti sociali tra gli interagenti (ad es. complimenti, insulti, richieste, strategie allocutive, mitigazione, asimmetrie tra parlanti, interazioni tra realizzazione degli atti linguistici e sequenze interazionali).

- rilevazione dei percorsi di sviluppo delle competenze pragmatiche in L1 e L2.

- sperimentazione di pratiche didattiche che integrano la dimensione pragmatica con quella linguistico-grammaticale.

Il progetto ha portato alla realizzazione di un corpus multilingue Co.Cor (Compliment Corpus; http://www.cocor.eu). Si tratta di un’ampia banca dati, costantemente aggiornata, che ospita audioregistrazioni e videoregistrazioni con le relative trascrizioni pragmatiche di interazioni spontanee e semi-spontanee (attualmente 1250), in cui viene realizzato l’atto linguistico del complimento. Il corpus è interrogabile sulla base di una serie di filtri (ad es. informazioni relative agli interagenti, all’atto linguistico, alla sua struttura sequenziale o al metodo di elicitazione dei dati).

ERC: SH4_6; SH4_7; SH4_8; SH4_9; SH4_11

Pragmatica; lingua parlata; analisi conversazionale; didattica delle lingue; analisi comparativa

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021) 

Sito: http://www.cocor.eu

Miriam Ravetto: miriam.ravetto@uniupo.it

 

Nuovi metodi interpretativi e tecnologie digitali per lo studio dei classici

Raffaella Tabacco (coordinatrice) – Luigi Battezzato – Alice Borgna – Maurizio Lana.

Grazie alle Digital Humanites i testi classici hanno conosciuto negli ultimi decenni nuove organizzazioni in biblioteche digitali (PHI, TLG, DigilibLT, MQDQ). Tali database hanno potuto offrire alla comunità scientifica filoni di indagine che, combinando Digital Humanities agli approcci linguistici di più recente sviluppo, ha condotto a cambiamenti rilevanti nello studio delle lingue e delle letterature classiche fornendo possibilità di nuove analisi di testi letterari. Testi come quelli della latinità tardo antica, il cui difficile reperimento e la cui indisponibilità in forma digitale aveva finito col metterli ai margini della ricerca, sono ora disponibili open access sul sito UNIUPO. Il progetto si propone l’avanzamento della Biblioteca digitale DigilibLT  che questi testi latini tardoantichi ha messo online, ampliandola a nuovi ambiti testuali, in particolare i giuristi romani, un’apertura che rappresenta ben più di uno sviluppo, in quanto abbatte la tradizionale barriera che separa i filologi dagli storici del diritto. Il giurista potrà incontrare le fonti antiche nel contesto linguistico, retorico, storico e culturale in cui si sono formate e, viceversa, il filologo amplierà significativamente l’oggetto della sua ricerca. Il progetto si propone anche l’apertura di ulteriori linee di indagine, legate ai temi della cultura materiale nelle forme dell’alimentazione e della cura.

ERC: SH5_1; SH5_3; SH5_12

Classics; digital humanities; classical philology; history of medicine; Roman law

Conclusione: 31/12/2022 (proroga C.d.A. 26 febbraio 2021) 

Sito: https://digiliblt.uniupo.it

Raffaella Tabacco: raffaella.tabacco@uniupo.it

 

Progetti FAR 2019

Pratiche, lingue, modelli e politiche teatrali, nella modernità e nella contemporaneità

Andrea Baldissera (coordinatore) ‒ Marco Pustianaz ‒ Marcella Trambaioli.

Il progetto intende indagare, secondo una prospettiva multidisciplinare e di ampio quadro storico, la circolazione di modelli, tecniche e pratiche teatrali (fra la Spagna e l’Europa), sotto profili differenti: critico-letterari, storici, ideologici, scenici, linguistici e musicologici, con particolare attenzione all’epoca barocca e novecentesca. Dall’altro si svilupperà un’indagine sul ruolo e sulla posizione dello spettatore sia nella sua condizione (storica) di destinatario-orizzonte dell’opera, sia nelle sue modificazioni contemporanee, sotto la spinta di paradigmi più generali ispirati alla partecipazione e all’interattività.

ERC: SH5_2; SH5_3; SH5_4; SH5_5; SH5_8

Teatro; spettacolo; spettatori; musica; modelli

Conclusione: 31/12/2022

Andrea Baldissera: andrea.baldissera@uniupo.it

 

Identità e relazione. Indagine sui meccanismi di formazione del senso di sé e sull'impatto dei nuovi media

Cristina Meini (coordinatrice) – Gian Luigi Bulsei (deceduto). Collaboratore non strutturato: Emiliano Loria.

Per le scienze sociali, identità e relazione sono due facce della stessa medaglia: il soggetto ha un’identità personale distinta proprio perché non è un individuo isolato; l’identità non è quindi un’essenza, ma un processo che “si forma” attraverso l’interazione con gli altri.

Ma che cosa succede ai processi di costruzione dell’identità e ai rapporti sociali “mediati” dalle tecnologie digitali?

La rete globale pone interrogativi qualitativamente e quantitativamente nuovi ai quali occorre rispondere. Particolarmente urgente è un intervento volto a comprendere quali siano i mezzi più efficaci per rendere adeguato il livello di vigilanza epistemica (Mercier e Sperber, 2017) verso i nuovi media, formando utenti critici, capaci di cogliere le informazioni utili alla crescita dei saperi e della persona mantenendo nel contempo uno sguardo critico sulle fonti e sui contenuti informativi, troppo spesso orientati verso una comunicazione esclusivamente empatico-emotiva (Bloom, 2016).

ERC: SH2; SH4

Identità personale; identità sociale; vigilanza epistemica; nuovi media

Conclusione: 31/12/2022

Cristina Meini: cristina.meini@uniupo.it

 

Trasposizioni e riscritture (XVI-XX secolo)

José Manuel Martín Morán (coordinatore) Michele Mastroianni ‒ Laurence Audéoud.

Asse portante della ricerca, nel quadro del fenomeno delle trasposizioni e delle riscritture dal XVI al XX secolo, sarà lo studio di tecniche traduttive, di rielaborazioni di modelli classici, di strategie di adattamento in un contesto storico-culturale proprio di una nazione i modelli di un’altra, e di fenomeni linguistici su cui si fondano precise estetiche poetiche del periodo indicato. Il progetto prende avvio da tre principali prospettive d’indagine: la prima di carattere traduttologico, la seconda di natura ecdotica e filologica, la terza di tipo storico-linguistico. Tre saranno gli assi di ricerca principali:

  1. Indagini sulla riscrittura della lingua del cinquecento francese sul versante romanzesco dell’opera di Albert Cohen.
  2. Rapporti culturali fra Italia e Spagna (XVI e XVII secolo), con un interesse particolare per la ricezione del neoaristotelismo italiano nella narrativa di Miguel de Cervantes, soprattutto per quanto riguarda la costruzione dei personaggi, le modalità del dialogo e le tecniche narrative. Un altro versante di questo filone della ricerca sarà quello che si occuperà della riscrittura degli Orlando di Boiardo e Ariosto da parte di Cervantes. 
  3. Problemi di riscrittura di testi antichi nel Cinque e Seicento, con particolare attenzione allo studio del moyen français. Si indagherà l’elaborazione di ‘linguaggi’ specifici, in riferimento al problema del rapporto con il modello classico (greco e latino) e, in particolare, alla ricostruzione del modello antico nel nuovo contesto rinascimentale e tardo rinascimentale.

ERC: SH5_2; SH5_8

Riscrittura; ricostruzione di modelli culturali; rapporti tra culture nazionali

Conclusione: 31/12/2022

José Manuel Martín Morán: martin.moran@uniupo.it

 

Simboli dell’altro: lo spazio tra incontro e narrazione

Iolanda Poma (coordinatrice) – Luca Ghisleri – Cecilia Gibellini.

Il superamento dell’antropocentrismo tiene aperta la domanda sul soggetto, a partire dal riconoscimento di una sua inaggirabile relazione con l’alterità nelle sue diverse forme: la natura dentro e fuori di lui, gli altri soggetti, il mondo e il trascendente, in rapporto con la tradizione e con la cultura, entro cui rideclinare il significato della responsabilità etica e sociale.

Il progetto intende percorrere questa linea di ricerca all’interno di una triangolazione di concetti e di ambiti di competenza, sovrapponibili tra loro e in grado di articolarne lo sviluppo tematico. 

I concetti sono quelli del simbolo, dello spazio e delle azioni che vi hanno luogo (i modi dell’incontro e i linguaggi che ne raccontano). Gli ambiti di competenza, riconducibili ai settori di ricerca dei proponenti, sono quelli della riflessione filosofica, nei suoi versanti morale e teoretico, e quello letterario, per un confronto su un tema di per sé multi- e interdisciplinare.

Lungi da riduzioni dicotomiche o fusionali, il rapporto con l’alterità viene ripensato nei termini di un vincolo simbolico, perché segnato da un’invalicabile frattura. È un’esperienza, anche spaziale, di quel “tra” che separa, ma che anche pone in relazione soggetto e alterità e che si apre alla narrazione dell’ospitalità e dell’accoglienza.

ERC: SH5_9; SH5_10; SH5_2

Soggettività; alterità; simbolo; spazio; narrazione

Conclusione: 31/12/2022

Iolanda Poma: iolanda.poma@uniupo.it

 

Il Piemonte orientale: storie, culture, risorse

Claudio Rosso (coordinatore) – Alessandro Barbero – Davide Porporato.

Il progetto intende mettere a frutto le competenze di due storici (un medievista e un modernista) e di un etnoantropologo, interessati ad avviare una ricognizione dei fondi documentari relativi all’area storico-geografica a cui fa riferimento l’Università del Piemonte Orientale. Lo scopo è di predisporre una mappa/inventario della documentazione relativa ad aspetti e problemi di grande rilevanza e di lunga durata: in particolare, la feudalità fra basso medioevo e antico regime, la composizione e le dinamiche interne dei ceti dirigenti, i rapporti fra le città e i poteri esterni a cui erano soggette, le storie, rimaste manoscritte e inedite, di città, comunità, famiglie, istituzioni ecclesiastiche, enti assistenziali, economici, educativi. Un certo numero di tali fonti, ritenute particolarmente significative, verranno prese in considerazione per essere trascritte e pubblicate. Speciale attenzione sarà dedicata a un fenomeno di grande portata storica, tuttora peculiare ed emblematico di una parte notevole dei territori presi in esame: la coltivazione del riso. L’indagine storica ed etno-antropologica, arricchita da altri apporti interdisciplinari, vuole contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione di tutti quei saperi, materiali e immateriali, che attengono alla tradizione risicola del Piemonte.

ERC: SH5_8; SH6_6; SH6_7; SH6_8

Piemonte orientale; patrimonio culturale; fonti archivistiche e bibliografiche; risicoltura

Conclusione: 31/12/2022

Claudio Rosso: claudio.rosso@uniupo.it

 

Rivoluzione. Per una storia semantica e contestuale in età moderna e contemporanea

Gabriella Silvestrini (coordinatrice) – Guido Franzinetti – Stefania Sini – Edoardo Tortarolo; altri partecipanti: Paolo Fonzi (da gennaio 2020); Irene Gaddo (da marzo 2021). Collaboratori non strutturati: Filippo Chiocchetti, Daniela Piemontino.

Il termine “rivoluzione” si distingue per una storia punteggiata da svolte semantiche e concettuali che hanno accompagnato l’evolversi della cultura politica dall’età moderna sino al mondo attuale e che possono essere studiate solo in una prospettiva pluri e transdisciplinare, con l’apporto di competenze storiche, politologiche e linguistico-letterarie.

Il gruppo di ricerca intende analizzare alcune dimensioni della trasformazione nel tempo di questo termine entro il contesto europeo, al fine di contribuire a una chiarificazione analitica e concettuale che consenta un più consapevole utilizzo del lemma e del concetto nei dibattiti contemporanei. Di conseguenza l’unità di ricerca analizzerà: il concetto di rivoluzione nel suo rapporto con i concetti di guerra civile e di ribellione, prendendo in considerazione la riflessione filosofico-politica e storiografica più recente; il tema: Rivoluzione e Nazione: percorsi del lessico del nazionalismo’, individuando i passaggi-chiave del lessico di nazione, nazionalismo, popolo, schiatta, e razza, da Barruel ai giorni nostri; le tematiche relative alla rielaborazione dell’esperienza rivoluzionaria nella letteratura, nella critica e nella teoria della letteratura in Russia e nelle comunità russe all’estero (Praga, Parigi, Berlino) della prima metà del Novecento; la storiografia sulle ‘rivoluzioni’ in ambito tedesco nel corso del Novecento sino alla rivoluzione-Wende del 1989.

ERC: SH5_2; SH5_8; SH6_8; SH6_10

Rivoluzione; resistenza; guerra civile; nazionalismo; esperienza rivoluzionaria

Conclusione: 31/12/2022

Gabriella Silvestrini gabriella.silvestrini@uniupo.it

 

Ambiente, arte e territorio: gli oggetti del patrimonio culturale in Italia nord-occidentale durante l’età moderna

Vittorio Tigrino (coordinatore) – Patrizia Zambrano.

Il progetto indaga la storia degli oggetti che costituiscono oggi il nostro patrimonio culturale in un’ottica ampia, e su una cronologia lunga, a partire dall'età moderna. L’approccio è multidisciplinare, e tiene conto delle prospettive della storia sociale e della storia dell'arte, passando per la storia ambientale e le discipline del patrimonio. Anche gli oggetti presi in conto sono molti, e diversi. L’intenzione infatti è quella di mettere a confronto, in un'ottica territoriale e contestuale, il concetto di “manufatto” in maniera molto ampia, e di seguirne le dinamiche storiche. Al centro dell'attenzione saranno in particolare da una parte le risorse ambientali, e dall'altra il patrimonio artistico e storico.

Nel primo caso si analizzeranno, in una prospettiva di lungo periodo, oggetti differenti del patrimonio (le spiagge della Liguria, le risorse collettive dell'Appenino ligure-piemontese), per mettere in evidenza il ruolo talvolta inaspettato che le attività antropiche hanno avuto fino alla loro configurazione attuale.

Nel secondo si indagheranno, anche alla luce delle convenzioni di ricerca in atto tra DISUM-UPO e importanti interlocutori istituzionali, alcuni nuclei tematici della storia dell'arte in Valsesia (ad es. la presenza della famiglia milanese d’Adda Salvaterra a partire dal XVI secolo ed il suo ruolo di committente), e si procederà alla catalogazione del Fondo grafico Arborio Mella dell'Archivio di Stato di Vercelli, anche in relazione al riconoscimento del DISUM-UPO come ‘Ente schedatore’ MIBACT.

ERC: SH6_7; SH6_8; SH5_6; SH5_7; SH5_8; SH6_1

Patrimonio culturale; territorio; storia moderna; storia ambientale; storia dell’arte

Conclusione: 31/12/2022

Vittorio Tigrino: vittorio.tigrino@uniupo.it

 

Architettura, immagini e arti decorative per il sacro. Dinamiche di interazione tra l’architettura e le arti figurative e suntuarie in ambito religioso nell’Antichità greca, nel Medioevo e nell’età moderna tra Rinascimento e Barocco

Antonio Vannugli (coordinatore) – Saverio Lomartire – Carlo Zoppi.

Il progetto, trasversale tra cultura architettonica, artistica e religiosa, si concentra su alcune tematiche: committenze pubbliche e private, espressione dei culti, rapporti con la politica e il potere. Vannugli prepara una monografia sul pittore Orazio Borgianni (Roma 1574-1616), con la finalità di “de-caravaggizzare” l’artista, che prima del Novecento nessuno aveva mai considerato un seguace del Merisi. Parallelamente rivolge l’attenzione verso alcuni altri artisti attivi tra Cinquecento e Seicento e alcuni complessi decorativi del tempo, come quello dell’oratorio del Gonfalone a Roma. Lomartire esplora il rapporto tra struttura edilizia e apparati scultorei, pittorici e dell’arredo, saggiando il diverso dosaggio di componenti “necessarie” ed “accessorie”, anche in aree o periodi in cui tali manifestazioni sono meno frequenti. Altri contributi riguardano il Rotulo della cattedrale vercellese, riproducente gli antichi cicli pittorici dell’edificio, e alcune suppellettili metalliche, incluso un inedito crocifisso processionale probabilmente germanico, quali apporti delle comunità Walser del biellese. Zoppi lavora per una migliore definizione delle fasi dei santuari di Selinunte e, dopo la distruzione della città nel 250 a.C., della sporadica rioccupazione dei luoghi. Riguardo ai santuari di Malophoros, di Meilichios e dell’Acropoli aspira a distinguere le fasi arcaica, classica, punico-ellenistica, tardoantica e medievale.

ERC: SH5_1; SH5_3; SH5_6; SH5-7; SH5_8; SH6_2; SH6_12

Architettura; pittura; arti decorative; antichità greca; Romanico; Controriforma

Conclusione: 31/12/2022

Antonio Vannugli: antonio.vannugli@uniupo.it

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